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ANGELO CAROLI & JAGUAR PER VOGUE UOMO DEL MAGGIO 2010

THE GENTLEMEN’S CAR: una filosofia “totale” del wellness ispira i suoi celebri club. Ma è la passione ad alimentare Angelo Caroli, tra sport, famiglia e la Jaguar.

Il merito, forse, è del luogo che gli ha dato i natali. Quella Valle d’Itria, terra pugliese disseminata di magnifiche grotte e caratteristici trulli, che si dice doni a chi vi nasce un’energia tutta particolare. O, semplicemente, di un’innata tendenza ad avere una marcia in più. Perchè, dichiara lui, “sono nato un pò storto”. Ed elabora: “Sin da bambino non mi andava di seguire un percorso già tracciato, fare le cose che facevano tutti. Semmai, invece, desideravo intraprendere strade diverse e straordinarie. A mia madre, da piccolo, dicevo, “Voglio costruire qualcosa di eccezionale”. Diciamo che è cominciato tutto da lì!. Inizi promettenti, dunque…

A tanta precoce convinzione è seguito un percorso lungo e non privo di scelte coraggiose, essenziali quest’ultime nella biografia di Angelo Caroli, imprenditore e signore riconosciuto del wellness con i suoi esclusivi Caroli Health Club distribuiti nelle località più chic d’Italia, e a Madrid, Valencia, Tenerife. Del resto, “io ragiono con la pancia. Seguo l’istinto, le mie emozioni, quel che sento. E non mi abbatto mai. Nei momenti difficili, anzi, mi carico“.

Sportivo da sempre, judoka sin da sei anni, calciatore ogni tanto, appassionato di wind surf e sci nautico, a 17 anni lavorava già Oltreoceano, a Palo Alto, in California, come personal trainer. Tre anni dopo coordinava un’equipe di professionisti nel campo del fitness personalizzato. “A Milano arrivai vent’anni fà: non conoscevo nessuno, ma anche quella fu una scelta di istinto. Volevo ricominciare da lì“.

Con un metodo e una filosofia del benessere messi a punto negli ultimi anni e sull’esperienza, presto applicata nei suoi esclusivi centri. Non sono comuni palestre, nè semplici spa, semmai un’unione delle due realtà e, anche, molto di più. Luoghi sommamente raffinati, in cui farsi prendere per mano per intraprendere un percorso su misura, in ambienti unici, profumati di oli prezioni, illuminati da candele e colori naturali, attraversati da suoni rilassanti, in cui scoprire la carezza dell’acqua o allenamenti ad hoc.

Per cambiare stile di vita, questa la promessa. Via le vecchie abitudini, largo a quelle nuove, dalla postura alla nutrizione, sapientemente ricalibrate, alla ricerca dell’equilibrio perfetto, tra mente e corpo. Il risultato?…Lo applica su se stesso, “Sono una persona felice”.

The better way of life“, slogan della sua company, “significa volersi bene, assaporando ogni singolo momento“. Per godere, anche, della bellezza e dei piaceri della vita. Come i motori: “Amo la semplicità e mi piace il lusso: non si può apprezzare l’uno senza conoscere l’altra. Mi piacciono le macchine, ho una vera passione per le belle automobili. Le Jaguar, tra tutte, sono quelle che sento più vicine a me, al mio modo di essere. Perchè sono ricercate, raffinate, eleganti, ma anche essenziali. E senza incutere soggezione. Una sensazione che si è materializzata, stranamente, anche mentre scattavamo le fotografie di questo servizio con questa macchina. Mi sento libero, aperto, perfettamente a mio agio“.

Nella sua filosofia è la condizione che ognuno di noi dovrebbe strenuamente cercare di fare propria. Per migliorare nel lavoro ed essere felici, anche negli affetti…

Alessandro, suo figlio di dieci anni, “è la mia prima passione, è la mia vita. Ha un animo pulito, e non solo perchè è bambino. Mi dedico molto a lui, ci unisce un legame fortissimo, di sangue“.

La sua quotidianità è scandita dagli impegni. Negli allenamenti assume i contorni di “un preciso protocollo”. Tutte le mattine sveglia alle sei e mezzo, poi venti minuti di meditazione “per impostare bene la giornata e pianificare il da farsi”, quindi corsa nel parco. Alle otto è gia nel suo ufficio di Milano. È lì, anche quando gli parliamo, fresco e rilassato dopo dodici ore di lavoro.

Conclude dicendo: “Ora lavorerò ancora un pò, poi ho l’allenamento in palestra ed infine una cena con gli amici”. Una marcia in più, si diceva.