CUORE IN FORMA SPORT SICURO

La comunicazione che fa bene al cuore

C’è un profondo legame tra cuore e attività sportiva. Oggi infatti, secondo, non si parla più di sport come attività fisica ma lifestyle. Alimentazione corretta, controlli periodici e collaborazione con un team medico, diventano indispensabili nel fitness per evitare che la persona, sia che si tratti di un atleta professionista o amatoriale, venga sottovalutato perché considerato sano

Avere un cuore in forma è importante perché, anche negli sportivi allenati, quest’organo può riservare sorprese anche in soggetti giovani e asintomatici. Il cuore infatti, può diventare un nemico insidioso: la morte improvvisa per aritmie è un insidia reale e talvolta la cronaca ci riporta casi che colpiscono persino atleti olimpici e sportivi allenati. Per questo motivo il suo impatto è tanto subdolo quanto devastante.

DAL CUORE ALLA MENTE

La corretta gestione dell’attività sportiva è però indispensabile quanto l’attività stessa. L’attenzione sempre più diretta verso il cardiofitness e l’allenamento aerobico a-lattacido produce numerosi benefici confermati da pubblicazioni scientifiche in tutto il mondo.

Allenare il cuore permette di ridurre significativamente l’aterosclerosi, migliora l’ipertensione, abbatte l’eccesso ponderale, regola il battito cardiaco, combatte i disturbi del ritmo, riduce l’ansia, migliora i disturbi dell’umore.
E ancora: migliora la circolazione periferica, rallenta l’invecchiamento, garantisce lucidità mentale e un migliore assetto ormonale, oltre a dare sicurezza nella vita di tutti i giorni.

Tuttavia l’allenamento del cuore va programmato con il supporto e la compartecipazione di un adeguato team medico che prende in considerazione la persona nella sua completezza.

Benvenuto dunque al medical fitness, una risorsa in più per una migliore salute.

CHECK UP E PREVENZIONE

Si può affermare con certezza che, indipendentemente dall’età, ogni individuo dovrebbe sottoporsi a indagini cardiologiche anche se apparentemente sano e privo di sintomi.

In realtà, nel mondo occidentale, questo già avviene grazie agli screening di base: si eseguono dal pediatra, nelle scuole, dal medico di base, durante le visite di medicina del lavoro e questo ha permesso di abbattere quasi del tutto alcuni rischi oltre a combattere malattie a trasmissione ereditaria e disturbi congeniti.

Tuttavia, l’infarto è la seconda causa di morte nel mondo e le aritmie, molto comuni tra la popolazione fanno paura perché limitano e riducono la qualità di vita, aumentandone i tempi di ospedalizzazione.

Certo è lecito dire che l’uomo è organismo fragile e usurabile, tuttavia non è accettabile che alcune malattie cardiovascolari vengano considerate conseguenza ovvia di età o stile di vita.

Oggi, compito del medico moderno non è solo rilevare la presenza di una patologia ma prevenirla, migliorando la qualità di vita del paziente.