I RISCHI DEL BATTICUORE

A meno che non siate innamorati un battito cardiaco accelerato a riposo non è un buon segnale. Meno batte il cuore più si vive. La soluzione? Allenare il nostro muscolo principe facendo esercizio fisico e mangiando in modo sano. E in caso di amore? Concesso a tutte le età.

Non ci sono dubbi. L’aspettativa di vita è inversamente proporzionale al ritmo a cui batte il nostro cuore. Secondo uno studio presentato da Massimo Fioranelli “una eccessiva frequenza cardiaca a riposo è un indice di rischio per eventi cardiovascolari gravi e di mortalità alla stessa stregua del fumo, dell’obesità o dell’ipertensione”.
E non serve che il cuore batta all’impazzata. “Il fenomeno si evidenzia già quando il numero dei battiti rientrano nel range definito “normale” ovvero per valori attorno ai 90/min”. Professore Ordinario in Storia della Medicina presso l’Università Telematica Guglielmo Marconi, Roma, responsabile del Centro Cuore nella Casa di Cura “Mater Dei” e direttore Scientifico centro Studi in Scienze della Vita, Università Telematica Guglielmo Marconi di Roma, Fioranelli spiega che “meno batte il cuore più a lungo viviamo”. Nell’ormai famoso Framingham Heart Study (1947) nei 5070 soggetti che sono entrati nell’indagine epidemiologica senza problemi cardiovascolari si è registrata una evidente correlazione tra mortalità e ritmo cardiaco accelerato a riposo.

La biologia insegna come le specie che hanno massa cardiaca ridotta e minore ritmo cardiaco sono anche le più longeve. Fatte le debite proporzioni la balena vive molto più a lungo di un colibrì e la tartaruga delle Galapagos con i suoi 20 battiti al minuto è sicuramente un esempio di longevità (supera i 200 anni).

Sembra quasi che ciascuno di noi abbia in dotazione dalla vita un certo numero di battiti del cuore. Il conto è presto fatto: basta moltiplicare 70 battiti/minuto per i minuti in un’ora, poi per le ore in un giorno, i giorni in un anno e tutto per una vita media di 80 anni. Abbiamo a disposizione circa 3 miliardi di battiti. Sembrano tanti ma vanno via in fretta. Sta a noi usarli con parsimonia spalmandoli nel tempo più lungo possibile.

Come? Per esempio rifuggendo dallo stress, conducendo una vita sana, mangiando in modo corretto e facendo tanto
esercizio fisico. È noto infatti che gli atleti hanno il battito cardiaco più lento (fino a 30/min), un cuore più grande e maggiore resistenza alla fatica.

“Gli studi clinici hanno evidenziato come i malati di cuore che vengono trattati con farmaci che rallentano la frequenza cardiaca (betabloccanti) hanno maggiori possibilità di sopravvivenza che se trattati con farmaci che non hanno questo effetto (digitale)”, spiega Fioranelli. “Ciò che pare determinante è l’equilibrio neurovegetativo tra due sistemi nervosi autonomi, il simpatico e il parasimpatico. Il primo, sollecitato dall’adrenalina, tende a accelerare il ritmo del cuore; il secondo, attraverso il nervo vago, a rilassarlo. L’esercizio fisico riduce il tono del simpatico e migliora il parasimpatico aiutandoci a spendere bene i battiti che abbiamo a disposizione nella vita”.

Anche l’alimentazione ha il suo peso (in tutti i sensi). Carboidrati e zuccheri semplici infatti aumentano la produzione di insulina che stimola il sistema nervoso simpatico e quindi la frequenza cardiaca, Al contrario cibi integrali, frutta, verdura, riduzione degli zuccheri semplici e in generale una alimentazione naturale sono amici del nostro cuore e ci aiutano a risparmiarne i battiti.

“Anche il diabete è correlato con la frequenza cardiaca alta a riposo”, spiega Fioranelli. “ed entrambi lo sono all’insorgenza dei tumori”. Abituiamo dunque il nostro cuore ad andare più piano. “Esercizio fisico almeno 3-4 volte alla settimana per 30-40 minuti”, raccomanda Fioranelli. “Basta anche una bella camminata veloce”. Controlliamo lo stress e conduciamo una vota sana (niente cibo spazzatura, pochi dolci).

Ricordiamoci anche di controllare il nostro battito: a riposo il cuore dovrebbe battere a 60-70 volte al minuto e sotto sforzo il calcolo da fare è sottrarre l’età a 200 nelle donne e a 220 negli uomini. Se siamo fuori scala, e non sta passando Brad Pitt (o Angelina Jolie) nei dintorni, forse è meglio rivedere lo stile di vita.

Abbiamo a disposizione 3 miliardi di battiti per un’intera vita