IL KILLER SILENTE

L’ipertensione non è una malattia ma un fattore di rischio che può essere tenuto sotto controllo con gli stili di vita e con la terapia farmacologia.

In Italia l’ipertensione colpisce quasi il 25% degli italiani, circa 12 milioni di persone, percentuale che arriva all’80% se si considerano gli over 65. Ogni anno sono 9 milioni le persone che si sottopongono a visite specialistiche: stili di vita e cure farmacologiche possono tenere sotto controllo questo fattore di rischio per le patologie cardiovascolari chiamato anche killer silenzioso.

L’ipertensione arteriosa in Italia colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne di cui circa la metà di trovano in una condizione borderline in cui la pressione sistolica (la massima) è compresa fra 140 e 160 mmHg e la diastolica (la minima) è compresa fra 90 e 95 mmHg. (Fonte ISS).

Negli anziani, il 52% degli uomini e il 57% delle donne è iperteso o sotto regolare trattamento anti-ipertensivo. Nonostante la disponibilità di diversi trattamenti terapeutici, gli esperti affermano che due terzi dei pazienti ipertesi non aderiscono alla terapia e non cambiano stili di vita, incorrendo in questo modo nel rischio di importanti complicazioni quali infarto, ictus, complicazioni renali e morte prematura. È il momento di andare dal medico.

Un rischio da tenere sotto controllo.

Secondo gli esperti, l’ipertensione non è una malattia ma un fattore di rischio che può essere tenuto sotto controllo sia con gli stili di vita che con una corretta terapia farmacologia.

“L’ipertensione è come un cecchino nascosto e invisibile perché i sintomi possono difficili da interpretare”, spiega Roberto Meazza specialista e coordinatore del Day Service dell’ipertensione arteriosa dell’U.O. di Medicina Cardiovascolare dell’Università di Milano e del centro di fisiologia clinica e ipertensione del Policlinico di del capoluogo lombardo.

Secondo l’esperto esistono due segni che devono essere presi in considerazione e indurre a richiedere un parere del medico: “La presenza di cefalea al risveglio che però passa quando ci si alza dal letto e la necessità di andare al bagno più volte durante la notte sono i sintomi più caratteristici dell’ipertensione.

Più di quanto non siano gambe gonfie e sangue dal naso che le persone associano invece più frequentemente alla pressione alta”, sottolinea lo specialista.

I segni da non sottovalutare.

“Se non c’è familiarità per l’ipertensione “, dice Roberto Meazza, “dopo i 40 anni è consigliabile misurare la pressione arteriosa due volte all’anno, ogni due o tre mesi dopo i 45 anni e in caso di dubbi. La pressione va misurata possibilmente a casa propria, con uno strumento di autovalutazione anche da polso, mettendo il polso sinistro all’altezza del cuore e appoggiato sulla spalla destra.

“È importante rilassarsi per qualche minuto prima di effettuare la rilevazione possibilmente tra le 18.00 e le 20.00 e mai dopo aver mangiato o fumato”, continua l’esperto di ipertensione del Policlinico di Milano che sconsiglia la misurazione della pressione presso le farmacie perchè potrebbe risultare falsata dalla tensione emotiva, dalla presenza di altre persone oppure da una strumentazione non ben tarata.