STORIA DI UN MITO MILANESE

Quando nel 1961 Isadore Sharp aprì il primo albergo non immaginava di arrivare un giorno a creare un impero del lusso con 82 resort e alberghi in 35 paesi.

Issy, architetto, figlio di un costruttore edile, intendeva creare alberghi dove il cliente fosse al centro dell’attenzione: oggi è un’ovvietà, ma cinquanta anni fa era una vera innovazione. L’idea di Isadore era costruire i suoi alberghi a misura di cliente in paesi come il Canada, città come Toronto, non alle Hawaii o alle Seychelles, ancor meno a Bora Bora e Milano.

Neppure immaginava di ristrutturare un antico convento milanese del XV secolo, eppure è proprio qui che il Four Seasons ospita i suoi amici e clienti di passaggio a Milano: in Via Gesù, angolo Via Montenapoleone, 118 stanze e 51 suite di un livello oltre ogni immaginazione.

Merito anche di Sergio Mei Tomasi, Executive Chef del Four Seasons Hotel Milano e illustre portavoce della cucina italiana nel mondo. Ha lavorato ovunque: a Parigi, Istanbul, Nuova Delhi, Tokyo, New York e San Francisco e ha ricevuto durante la sua carriera numerosi riconoscimenti come Cuoco Dell’Anno, la Medaglia d’oro alla Culinary World Cup oltre al prestigioso incarico di docente presso l’Ecole Lenotre di Plaisir di Parigi. Autentico e generoso, è un sostenitore della cucina tradizionale italiana e, al tempo stesso, sempre alla scoperta delle culture gastronomiche di altri paese; ama infatti cogliere spunti nuovi, qualunque sia la fonte, dal collega “pluristellato” alla più genuina ricetta contadina.