UN BUON SONNO MIGLIORA LA MENTE

Notti insonni durante l’adolescenza mettono a rischio lo sviluppo del cervello. In età adulta dormire male favorisce le malattie dell’invecchiamento.

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Psichiatria della School of Medicine and Public Health dell’Universita’ del Wisconsin-Madison, guidati dall’italiana Chiara Cirelli ha scoperto che ”La deprivazione di sonno, specialmente quando e’ cronica puo’ produrre conseguenze a lungo termine in termini di formazione dei circuiti cerebrali”. In sostanza, le ‘vittime’ della veglia adolescenziale sarebbero le sinapsi, strutture complesse che permettono la comunicazione tre le cellule del tessuto nervoso. “Durante l’adolescenza, la struttura del cervello cambia e ‘si assiste a un massiccio rimodellamento dei circuiti cerebrali”, aggiunge la ricercatrice che ha pubblicato lo studio su Nature Neuroscience.
Nell’esperimento, condotto sui topi, sono state osservate la crescita e la ritrazione delle sinapsi, contando le spine
dendritiche, le strutture allungate presenti nei neuroni che permettono la ricezione degli impulsi da altre cellule cerebrali, ed è stato evidenziato che ”il tempo trascorso svegli può influenzare il numero di sinapsi che si formano o che vengono eliminate nel cervello adolescente”.

Una macchina potente ma delicata.

Confrontando la potenza di un computer di casa con quella del cervello umano, il computer risulta circa 1 miliardo di volte meno potente. Infatti, secondo i neurologi, un computer con una memoria di circa 300 Gigabytes (Gb) che può quindi memorizzare almeno 300 miliardi di informazioni elementari, non regge il confronto con la potenza del cervello umano: 300 miliardi di Gb, significa cioè che potrebbe memorizzare 300 miliardi di miliardi di informazioni elementari. Perché, pur avendo tanta potenza, capacità di immagazzinare informazioni, dettagli, numeri, nomi e ricordi finiscono per perdersi con il passare degli anni? La causa principale è l’invecchiamento fisiologico. Pur non essendo un muscolo, il cervello ha bisogno di allenamento continuo per non arrugginire. Infatti, già a partire dai 30 anni la perdita annuale di neuroni è dell’1%, circa 100.000 neuroni al giorno. Questo comporta la riduzione progressiva dell’efficienza e delle abilità cognitive e intellettive: memoria, attenzione, concentrazione vanno incontro quindi ad un progressivo logoramento fisiologico. Un buon sonno è quello che ci vuole anche in età adulta per mantenere attivo ed efficiente il nostro organo più importante e questo perché consolida la memoria, regola il sistema ormonale e immunitario e favorisce il corretto equilibrio mente e corpo. Questa è la ragione perché gli esperti notano importanti correlazioni tra i disordini del sonno, i processi infiammatori e le malattie neurodegenerative negli anziani.

Se il cervello si diverte non invecchia.

Le capacità intellettuali legate alla cultura e all’esperienza si radicano così bene nella nostra memoria a lungo termine che possono rimanere stabili fino a tarda età o addirittura migliorare con gli anni. La ‘ruggine’ che provoca il calo della memoria dipende, almeno in parte, anche dalla tendenza a sollecitare troppo poco le funzioni intellettive fin da giovani. Pur non essendo mai troppo tardi per iniziare ad allenare il cervello, è possibile fare parecchio per mantenere in forma le facoltà mentali fino a tarda età. Il segreto di una mente longeva però è vivere in un ambiente che offre stimoli differenti: leggere, studiare, giocare, coltivare interessi, incontrare amici oppure imparare una nuova lingua, viaggiare, frequentare un nuovo corso divertente. Gli esperti consigliano anche di praticare regolarmente attività fisica, seguire una dieta sana ed equilibrata ricca di omega 3 e antiossidanti, e per le persone anziane anche assumere una quantità sufficiente di liquidi ed evitare l’isolamento sociale. È inutile dire però che la ginnastica mentale dovrebbe essere piacevole e divertente: è vero che anche lo stress fa bene alla mente ma a piccole dosi.

Più potente di un computer

Il cervello è un organo complesso e affascinante composto da circa 100 miliardi di neuroni. Ogni neurone può avere fino a 10.000 ramificazioni che lo mettono in contatto con altrettanti neuroni. Un numero enorme di connessioni che rendono altrettanto enorme la potenza di calcolo del cervello. Per esempio, l’apprendimento di ogni nuova informazione stimola la crescita dei dendriti, fibre che trasportano il segnale nervoso verso il neurone e hanno il compito di fissare l’informazione e ricordarla. Ogni volta che raccontiamo una informazione appena appresa, una notizia di cronaca o di politica, una poesia, una ricetta di cucina oppure spieghiamo un progetto appena scritto, la traccia neuronale si rinforza e la connessione tra i neuroni si salda ancora di più.