Gestione dello Stress

Lo stress può avvelenarci piano piano. Ciascuno deve trovare il proprio modo di governare gli effetti negativi che può esercitare sul nostro organismo.

Lo stress è un fenomeno biologico attivato dal nostro organismo e caratterizzato dalla secrezione di numerosi ormoni e neurotrasmettitori eccitatori. Come abbiamo visto e analizzato nel volume precedente, lo stress può assumere una funzione utile per tempi estremamente limitati, in quanto ci consente di migliorare la nostra performance psicofisica. Risulta, però, estremamente nocivo se protratto per lungo tempo.

I sintomi che ci fanno comprendere che il livello di stress è arrivato al punto di danneggiarci sono:

– tachicardia;
– ipertensione arteriosa;
– nausea;
– gastrite;
– disturbi della sfera sessuale;
– depressione;
– insonnia;
– psicosi;
– devianze: abuso di psicofarmaci, tossicomania.

È chiaro, quindi, che, se siamo alla ricerca del benessere, è di fondamentale importanza riuscire a regolare lo stress in modo da impedire che avveleni il nostro organismo. Ogni persona troverà i mezzi che ritiene più consoni al proprio essere, ma è importante sapere che solo il tempo e la pazienza possono aiutare a ottenere i risultati sperati. Nel volume precedente abbiamo esaminato nel dettaglio che cosa si intende con stress e quali sono le tecniche che possono aiutarci a gestirlo e a modularlo.

Riprendiamo qui alcuni suggerimenti che vanno tenuti sempre presenti e che ci possono essere d’aiuto:

  • concentrarsi sempre sulle cose essenziali;
  • cercare di decidere in prima persona e assumersi le proprie responsabilità (studi in tal senso hanno dimostrato che negli ambienti di lavoro le persone a cui è concesso minor spazio di azione sono maggiormente esposte a rischio di malattia rispetto a quelle a cui è consentito organizzare il proprio ambito lavorativo);
  • riconoscere di non essere vincolati da fattori esterni: raccogliere le sfide e cercare di fare del proprio meglio;
  • mettere da parte il perfezionismo: sapere di non poter raggiungere la perfezione non è un buon motivo per non fare nulla;
  • non valutare i problemi in modo drammatico: troppo spesso pensiamo che se non risolveremo in tempo un determinato problema saremo “spacciati”;
  • non farsi trasportare dalla rabbia;
  • concedersi qualche attimo di pausa: durante il giorno, cercare più volte di “rientrare in se stessi” per almeno 2-3 minuti;
  • in situazioni conflittuali respirare profondamente dieci volte prima di reagire: in questo modo si può evitare di ferire e di ferirsi;
  • non portarsi a casa i problemi e le ansie di lavoro:
  • può essere utile prendersi del tempo per se stessi prima di rincasare;
  • fare attività fisica: lo sport consente al corpo di eliminare le conseguenze negative dello stress in maniera del tutto naturale.